
Il distacco dal riscaldamento centralizzato richiede di distinguere l’uso dell’impianto dalla proprietà delle parti comuni. La rinuncia all’utilizzo non equivale alla rinuncia alla comproprietà e non elimina automaticamente ogni spesa condominiale.
Distacco dall’impianto centralizzato: cosa prevede l’art. 1118
L’art. 1118 del Codice civile, nel testo introdotto dall’art. 3 della legge n. 220/2012, ammette la rinuncia all’uso del riscaldamento o del condizionamento centralizzato quando non ne conseguano notevoli squilibri di funzionamento o maggiori costi per gli altri condomini. Restano a carico del condomino distaccato le spese di manutenzione straordinaria, conservazione e adeguamento dell’impianto alle norme.
La disposizione riguarda questi impianti: non introduce una facoltà generale di sottrarsi alle spese di tutte le parti comuni semplicemente dichiarando di non utilizzarle. È possibile consultare il testo della riforma dell’art. 1118 in Gazzetta Ufficiale.
Quali verifiche fare prima dei lavori
La decisione dovrebbe essere preceduta da un esame tecnico e documentale. Il costo del nuovo impianto autonomo è soltanto uno degli elementi da valutare: occorre capire quali effetti produrrà l’intervento sul sistema comune e sulla gestione dell’edificio.
- Documentazione condominiale: acquisire regolamento, eventuali clausole contrattuali, verbali e criteri di ripartizione delle spese.
- Relazione tecnica: incaricare un professionista competente di valutare il funzionamento dell’impianto e l’incidenza economica del distacco. L’art. 1118 non prescrive espressamente una perizia asseverata come requisito formale generale.
- Comunicazioni: presentare all’amministratore il progetto e gli elementi tecnici prima di eseguire l’intervento, conservando prova della trasmissione.
- Ulteriori verifiche: accertare con il tecnico gli adempimenti impiantistici, edilizi ed energetici applicabili all’intervento concreto.
Quali spese rimangono dopo il distacco
Per un distacco conforme ai requisiti di legge, il comma 4 individua le voci che restano dovute per l’impianto comune. Il preventivo di convenienza deve pertanto considerare anche tali costi, oltre alla realizzazione, all’alimentazione e alla manutenzione del nuovo impianto autonomo.
Se vengono addebitate somme contestate, occorre controllare il rendiconto, la natura della singola voce, la documentazione tecnica e gli eventuali accordi applicabili. La sola intestazione generica di una spesa non è sufficiente per stabilire se sia dovuta.
Come affrontare una contestazione con il condominio
In caso di contrasto è utile ricostruire quando è stato effettuato il distacco, quali documenti sono stati trasmessi, come sono cambiate le spese e quali obiezioni sono state formulate. Una relazione riferita all’impianto concreto consente di discutere su elementi verificabili.
Prima di contestare una delibera o sospendere pagamenti, la posizione va esaminata sulla base degli atti e dei termini applicabili. Lo Studio Legale Guarnera offre assistenza in diritto condominiale a Palermo.
Documenti utili per la valutazione
- Regolamento condominiale ed eventuali atti richiamati.
- Relazione tecnica, progetto e documentazione del distacco.
- Comunicazioni con amministratore e altri condomini.
- Rendiconti, riparti e delibere che contengono gli addebiti contestati.
Per la gestione ordinaria dell’edificio è disponibile anche il servizio di amministrazione condominiale a Palermo. Per esaminare una controversia, consulta i recapiti dello Studio.
Autore: Avv. Davide Guarnera. Studio Legale Guarnera, Palermo.



